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Fake news? Un virus da combattere

8,8 milioni di vittime solo nel 2017.

Le notizie false esistono da quando l’uomo ha imparato a comunicare.
Con l’avvento di internet, il fenomeno delle fake news si è però amplificato, facendo emergere un nuovo ecosistema digitale in cui la disinformazione ha trovato il suo terreno fertile. 
Cronache dal fronte digitale
Sul web le informazioni si spostano da un canale di comunicazione all’altro senza sosta, come un fiume in piena. Proprio a causa delle dinamiche frenetiche dettate dal ritmo incalzante del flusso digitale, è sempre più difficile trovare il tempo per risalire alla verità dei fatti.
Effetti collaterali da fake news
Questa situazione ha portato alla diffusione massiva delle fake news sul web. Si possono considerare alla pari di un virus che porta con se ricadute importanti sulla società. Da una ricerca condotta a fine 2017 dal CENSIS e Assolute (http://www.censis.it/7?shadow_comunicato_stampa=121153) è emerso un allarme in sanità causato proprio dalle Fake News. 
L’eterna lotta tra Bene e Male
Sono 15 milioni gli italiani che, in caso di piccoli disturbi (dal mal di testa al raffreddore), cercano informazioni sul web. Ma 8,8 milioni sono stati vittime di fake news nel corso dell'anno. In particolare, sono 3,5 milioni i genitori che si sono imbattuti in indicazioni mediche sbagliate. Dati allarmanti per la salute: se il medico di medicina generale (53,5%) e il farmacista (32,2%) restano le principali fonti di informazione, decolla il ricorso ai diversi canali web (28,4%). Il 17% degli italiani consulta siti web generici sulla salute, il 6% i siti istituzionali, il 2,4% i social network. In particolare, tra i millennials sale al 36,9% la quota di chi usa autonomamente il web per trovare informazioni su come curare i piccoli disturbi. Il pericolo è fortemente percepito dagli italiani: il 69% vorrebbe trovare sui siti web e sui social network informazioni certificate sulle piccole patologie e sui farmaci per curarle da assumere senza obbligo della ricetta medica.
Intossicazione da news spazzatura
Si tratta di dati allarmanti che fanno inevitabilmente riflettere sull’evoluzione del panorama socio-culturale in cui viviamo e sul futuro delle nuove generazioni nate nell’era del mobile-first e delle news spazzatura. Se fino a 50 anni fa le informazioni erano alla mercé di pochi ed erano per lo più verificate, ora sono facilmente fruibili da tutti, ovunque, in qualsiasi momento, con livelli di concentrazione spesso molto bassi (basta pensare, ad esempio, alle persone che navigano su smartphone stando in fila alla cassa di un supermercato) e scarso tempo per filtrarle.
Approccio sperimentale per eliminare il virus
Come si può evitare un’esondazione socio-culturale causata da questo “fiume in piena”?
Sempre il CENSIS pone l’accento sull’importanza dell’educazione:
Una  comunicazione corretta e l'educazione alle scelte di salute emergono come elementi fondamentali per un pieno riconoscimento dei benefici individuali e collettivi dei medicinali di automedicazione.
L’affermazione (reinterpretata in chiave macroscopica) fa capire quanto sia importante l’insieme di conoscenze, capacità ed esperienze maturate nel percorso di crescita personale, che a loro volta attivano un effetto a catena sulla popolazione e sull’ambiente circostante.
Cosa direbbe Darwin?
Nel nuovo contesto del digitale l’uomo detiene tutti gli strumenti per adattarsi ed evolvere, come ha sempre fatto. Ogni individuo deve essere in grado di autoregolarsi senza lasciarsi influenzare passivamente da coscienze artificiali o comportamenti superficiali degli altri.
L’overdose di informazione” digitale non deve, infatti, sgretolare la capacità di autovalutazione delle persone, anzi deve essere vista come una leva per ristabilire l’interesse e la curiosità verso la ricerca della verità dentro e fuori dalla rete.
La scomoda verità dei fatti
Con Google e i social network che tracciano i comportamenti, siamo tutti esposti al rischio di vedere solo ciò che le entità digitali hanno filtrato al posto nostro. I media interattivi hanno rafforzato la tendenza a far nascere interazioni tra persone accomunate dagli stessi pensieri. Soprattutto per chi non conosce bene l’universo digitale, si riduce così la possibilità di confronto costruttivo e di crescita condivisa, derivanti da incontri con individui aventi idee diverse dalle nostre. 
Caccia aperta ai mandanti
Qualcosa sta però cambiando. Dallo stesso Facebook, social network per eccellenza, è arrivato un messaggio importante ad inizio 2018. Proprio Mark Zuckerberg in un post ha annunciato l’introduzione di un survey per stanare pagine e profili in cui vengono pubblicate notizie false e inattendibili:

"Chiederemo alle persone quanto conoscano o meno una determinata fonte e quanto si fidino. L'idea è che alcune testate siano realmente portate avanti dai lettori, altre che abbiano delle società dietro. Attenzione: Questo aggiornamento non cambierà il numero di notizie che vedete su Facebook. Semplicemente cambierà gli equilibri portandovi verso quelle fonti che vengono giudicate più affidabili dalla community".

Nuovi vaccini e strategie antivirali
Il CEO ha espresso la Volontà di combattere le fake news anche rivoluzionando il News Feed; sarà data priorità ai post di amici (anche quelli con vedute diverse dalle nostre :)) per stimolare gli scambi di opinioni.
Le news pubblicate dai siti di notizia più attendibili saranno messe in evidenza nella Home a discapito delle fake news.

Si tratta di un piccolo cambiamento in atto. 

Naturalmente il vero cambio di rotta dipende dalla Responsabilizzazione delle persone, di chi scrive, di chi legge, di chi gestisce i mezzi di comunicazione.

Ci vuole una risposta culturale forte e determinata da parte di tutti.

Perché la disinformazione, la fake news, condiziona le nostre scelte e i comportamenti di coloro che la leggono. E quando ciò si allarga fino a diventare un fenomeno, i danni possono essere davvero disastrosi.

“Chi controlla la percezione della realtà, controlla la realtà”. Philip K. Dick

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